PERCORSI FORMATIVI ED INIZIATIVE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
Pubblicato il 23 Marzo 2018   Tag: Antidiscriminazioni
Comunicati
PERCORSI FORMATIVI ED INIZIATIVE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
A Palazzo delle Marche appuntamento con la giornata conclusiva del progetto “No. Discrimination”. Monitoraggio, su aree specifiche, di comportamenti discriminatori e attivazione di percorsi formativi sull’accesso al pubblico impiego e sulla corretta comunicazione. Apertura dei lavori con gli interventi del Garante, Andrea Nobili, e del Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo
Fornire una maggiore vicinanza della rete alle potenziali vittime di discriminazioni e sensibilizzare chi opera con i migranti e il mondo dell’informazione. Questo il duplice obiettivo del progetto “No.Discrimination Marche”, proposto da Garante dei diritti, Università di Urbino ed altri soggetti e finanziato nel 2016 attraverso il Fami (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione). Ultimo appuntamento, il seminario ospitato a Palazzo delle Marche e organizzato con l’intento di rendere noti i risultati conseguiti e le esperienze vissute sul campo.
Un lungo lavoro, illustrato da Eduardo Barberis dell’Uniurb, che ha visto protagonista la rete dei No.Di contemplando il monitoraggio, su aree specifiche, di comportamenti discriminatori e l’attivazione di percorsi formativi sull’accesso al pubblico impiego (realizzato anche un manuale sui concorsi pubblici) e sulla corretta comunicazione. Infine, la campagna informativa avviata su tutto il territorio regionale e costruita attraverso immagini che giocano sul tema degli stereotipi e dei pregiudizi, nonché l’attivazione di un contatto telefonico diretto con l’Autorità di garanzia per segnalare eventuali situazioni discriminatorie
“Quella contro le discriminazioni – ha evidenziato il Presidente del Consiglio, Antonio Mastrovincenzo aprendo i lavori del seminario – è una battaglia quanto mai attuale di fronte alle criticità irrisolte e alle regressioni culturali e comportamentali che osserviamo nella società, rispetto alle quali diventano decisivi l’aspetto educativo, il ruolo della scuola, a cui il Consiglio regionale guarda con molta attenzione. Dobbiamo difendere attivamente i principi della nostra Costituzione, che sanciscono l’uguaglianza fra tutti i cittadini ”.
Alleanze, buone pratiche, ruolo delle pubbliche amministrazioni, comunicazione e media nell’intervento del Garante Andrea Nobili. “L’integrazione – ha sottolineato – è fondamentale per fornire risposte adeguate a diverse problematiche del nostro tempo. Le costruzione delle alleanze, come quelle che hanno sorretto questo progetto, possono rendere concrete nuove politiche inclusive e permettere interventi mirati e di settore. L’Autorità di garanzia ha avuto la possibilità di formulare molte segnalazione alle pubbliche amministrazioni, soprattutto in relazione ai bandi per i concorsi pubblici, ed ha avviato percorsi di riflessione sulle modalità di comunicazione”. Un insieme di interventi che secondo il Garante deve offrire ai migranti la possibilità di avere fiducia nei confronti delle istituzioni e del lavoro che stanno portando avanti.
Ulteriori approfondimenti da parte di Giovanni Santarelli, dirigente del settore servizi sociali della Regione Marche, di Patrizia Carletti per l’Agenzia sanitaria regionale, di Daniele Valeri dell’Associazione Avvocati di strada e, in videoconferenza, di Sofia Ciuffoletti dell’Università di Firenze, che sta lavorando ad un progetto Fami della Toscana.
Tra gli ospiti, la scrittrice Marilena Delli, che ha presentato il suo libro su “Razzismo all’italiana. Cronache di una spia mezzosangue”; Ugo Melchionda del Centro studi e ricerche “Idos” che ha proposto l’esperienza del progetto “Voci di confine”; il documentarista Ruben Lagattolla con un reportage da Lampedusa. Nell’ultima parte del seminario i No.Di hanno posto al centro dell’attenzione alcune testimonianze dirette.
A.Is.
CRESCE IL SOVRAFFOLLAMENTO A MONTACUTO, INSERITA LA QUINTA BRANDA NELLE CAMERE DI PERNOTTAMENTO
Pubblicato il 17 Marzo 2018   Tag: Garante detenuti
CRESCE IL SOVRAFFOLLAMENTO A MONTACUTO, INSERITA LA QUINTA BRANDA NELLE CAMERE DI PERNOTTAMENTO
Situazione di oggettiva difficoltà segnalata dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, al Capodipartimento del Dap, Santi Consolo, ed al Provveditore del Prap di Emilia Romagna e Marche, Enrico Sbriglia. Per le prossime settimane in programma ulteriori sopralluoghi con invito esteso ai nuovi parlamentari delle Marche
Desta preoccupazione il sovraffollamento a Montacuto. In graduale aumento, sta creando situazioni di oggettivo disagio all’interno dell’istituto penitenziario anconetano, tanto da indurre il Garante dei diritti, Andrea Nobili, a inviare una segnalazione sia al Capodipartimento del Dap, Santi Consolo, sia al Provveditore del Prap di Emilia Romagna e Marche, Enrico Sbriglia.
Attualmente sono 311 i detenuti presenti su una capienza regolamentare di 257 e con 14 posti dichiarati inagibili. “La situazione – sottolinea Andrea Nobili – presenta diverse criticità. La quinta branda è ormai stata posizionata in tutte le camere di pernottamento e si sta già predisponendo l’introduzione della sesta. Abbiamo avuto modo di verificare la difficoltà di inserire il mobilio considerato il restringimento degli spazi dopo l’introduzione delle stesse brande. Questo stato di cose determina inevitabilmente un aumento della mole di lavoro per la polizia penitenziaria e per gli operatori, già in sofferenza per quanto riguarda l’organico”.
Problemi che vanno ad assommarsi a quelli più volte segnalati dal Garante, che la scorsa estate aveva evidenziato, oltre al progressivo sovraffollamento, la presenza di diversi detenuti con patologie di carattere psichiatrico, nonché legate alle tossicodipendenze, e la inadeguatezza degli organici nei diversi settori di competenza, comunque al di sotto di quanto previsto dalle indicazioni ministeriali.
Secondo Nobili “il rischio concreto è che nel prossimo futuro non si riesca a rispettare i parametri di vivibilità sanciti dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo”. E’ per questo motivo che nelle prossime settimane il Garante ha intenzione di organizzare alcuni sopralluoghi con i nuovi parlamentari delle Marche perché si facciano carico del problema e sia possibile fornire risposte coerenti con la situazione.
A.Is
IL GARANTE ALL’ “HOTEL HOUSE”: “E’ UN’EMERGENZA NAZIONALE”
Pubblicato il 14 Marzo 2018   Tag: Antidiscriminazioni
IL GARANTE ALL’ “HOTEL HOUSE”: “E’ UN’EMERGENZA NAZIONALE”
Terza tappa per il percorso conoscitivo che ha come obiettivo quello di rendere possibile un quadro dettagliato sull’adolescenza a rischio, anche in riferimento alla presenza dei minori stranieri non accompagnati. Incontro in Comune e visita alla struttura dove sono state rilevate numerose criticità. Presenti complessivamente 404 minori
“Situazione insostenibile che necessita di interventi urgenti e di sistema. Sicuramente troppo impegnativa per gravare su un comune come quello di Porto Recanati, al quale va riconosciuto un grande impegno nell’affrontare il problema. Si tratta di un’emergenza nazionale”.
Così il Garante dei diritti, Andrea Nobili, dopo la visita all’“Hotel House”, terza tappa del percorso conoscitivo avviato per avere un quadro di riferimento dettagliato sull’adolescenza a rischio e sulla situazione dei minori stranieri non accompagnati.
Quella dell’“Hotel House” è stata individuata tra le realtà maggiormente disagiate sul territorio regionale. Un complesso con 480 appartamenti dislocati su 17 piani, che attualmente ospita circa 2000 persone (dato che si raddoppia durante il periodo estivo), tra residenti e domiciliati, quasi tutte straniere e di diverse nazionalità.
Prima della visita presso la struttura, il Garante ha incontrato nella sede comunale il sindaco di Porto Recanati, Roberto Mozzicafreddo, e, tra gli altri, il responsabile dei servizi sociali Guido Cittadini, il coordinatore dell’Ats 14 Carlo Flamini, il dirigente dell’Istituto “Medi” Anna Maria Di Siena, nonché i rappresentanti di diverse associazioni che operano nel settore. Incontro necessario per avere una panoramica complessiva della situazione anche in relazione alla presenza dei minori presso l’ “Hotel House”. Attualmente se ne registrano 404 (212 maschi e 192 femmine) di cui 108 fino a 6 anni, 140 dai sei ai 10, 92 dagli 11 ai 15, 64 dal 15 ai 18 e si tratta soprattutto di pachistani (la percentuale più alta), senegalesi e bengalesi. Molti sono italiani a tutti gli effetti avendo già acquisito la cittadinanza.
“Abbiamo riscontrato – sottolinea Nobili – una struttura fatiscente, con molte parti in stato di abbandono, discariche a cielo aperto, acqua non potabile, ambienti comuni senza illuminazione. Insomma un luogo non degno di una civiltà che si definisce tale”.
Il Garante ravvisa la necessità di “una sensibilizzazione generale e dell’immediata attivazione di un tavolo interistituzionale che affronti questa emergenza in modo continuo, approfondito e strutturato”.
Il percorso conoscitivo dell’adolescenza a rischio, come noto, è iniziato con le visite alle sedi delle cooperative “Pars” di Corridonia e “Il filo della gioia” di Pesaro e nelle prossime settimane proseguirà con incontri in altre strutture d’accoglienza e attraverso la fotografia di realtà regionali che, come l’Hotel House, presentano numerose criticità.
A.Is.
DIRITTI DEI BAMBINI E GENITORI DETENUTI
Pubblicato il 13 Marzo 2018   Tag: Garante detenuti
DIRITTI DEI BAMBINI E GENITORI DETENUTI
Il 16 marzo a Palazzo delle Marche il seminario organizzato dagli Ordini professionali degli psicologi e degli assistenti sociali delle Marche e patrocinato dal Garante regionale dei diritti. Numerosi i relatori chiamati a fare il punto sulla situazione, anche alla luce della normativa vigente ed ai progetti posti in essere
Il diritto del bambino al mantenimento della relazione con il genitore detenuto tema centrale del seminario organizzato dagli Ordini professionali di psicologi e assistenti sociali e patrocinato dal Garante dei diritti. In calendario a Palazzo delle Marche per il 16 marzo, l’incontro si prefigge di rendere possibile una collaborazione tra quanti operano nel settore per attivare sistemi integrati di supporto alla genitorialità. Un problema caratterizzato da numeri significativi se si considera che ogni anno in Italia centomila bambini si trovano ad avere un genitore recluso e oltre due milioni sono nella stessa situazione per quanto riguarda i Paesi del Consiglio d’Europa.
“Non possiamo che ribadire – sottolinea il Garante Andrea Nobili presentando l’iniziativa – la centralità del legame affettivo, che va preservato nonostante situazioni di oggettiva difficoltà. Elementi essenziali sono quelli riferiti all’accoglienza, all’assistenza, al supporto psicologico, all’informazione da destinare ai minori, anche attraverso un’adeguata formazione del personale. E non può mancare una costante azione di monitoraggio che permetta di cogliere le eventuali criticità e di attivare interventi qualificati”.
Numerosi i relatori chiamati a fare il punto sulla normativa vigente, sull’applicazione del Protocollo – Carta dei diritti dei figli dei genitori detenuti, sull’attuale situazione nelle Marche, sui progetti e gli interventi posti in essere anche grazie il lavoro del terzo settore. I lavori saranno aperti dall’intervento del Garante dei diritti, Andrea Nobili.
A.Is.
“SULLE PERSONE NON USARE FILTRI”
Pubblicato il 13 Marzo 2018   Tag: Antidiscriminazioni
“SULLE PERSONE NON USARE FILTRI”
Al via la campagna informativa prevista nell’ambito del progetto su prevenzione e contrasto alle discriminazioni finanziato dal Fami e proposto da Garante dei diritti, Università di Urbino ed altri soggetti. Le vittime avranno anche un numero di telefono per rivolgersi direttamente all’Autorità regionale di garanzia.
“Sulle persone non usare filtri”. E’ questo il messaggio della campagna informativa avviata in questi giorni su tutto il territorio e prevista nell’ambito del progetto su prevenzione e contrasto alle discriminazioni, finanziato attraverso il Fami (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione).
Proposto da Garante dei diritti, Università di Urbino ed altri soggetti, nel 2016 lo stesso progetto si è aggiudicato il terzo posto a livello nazionale, ponendo al centro dell’attenzione la vasta attività della rete marchigiana dei No.Di.
“Si tratta di una campagna importante – sottolinea il Garante Andrea Nobili – che attraverso immagini a confronto ci fa capire come a volte la nostra percezione degli avvenimenti sia condizionata dal semplice colore della pelle. Ecco, allora, la necessità di inquadrare quanto accade togliendo dal nostro quotidiano i filtri che ci forniscono informazioni distorte. E’ la base primaria su cui poter costruire una società inclusiva e tutti i suoi processi d’integrazione”.
La campagna, diffusa attraverso manifesti, inserzioni cartacee e social media va a concretizzarsi con immagini che giocano sul tema dei pregiudizi e degli stereotipi.
Se all’angolo di una strada c’è una ragazza bianca si dirà che aspetta l’autobus, ma se è di colore il dubbio sarà quello che sia in attesa di un cliente. Se vediamo un uomo che corre non ci stupiamo, ma se la sua pelle è diversa dalla nostra il pensiero sarà quello che, forse, sta scappando.
Da oggi in poi le vittime di discriminazioni potranno anche rivolgersi all’Autorità regionale di garanzia attraverso un numero di telefono diffuso tramite la campagna pubblicitaria.
A conclusione dell’intero percorso progettuale, il seminario previsto per il prossimo 23 marzo a Palazzo delle Marche, che proporrà una riflessione sulle iniziative messe in campo in questi due anni, attraverso l’apporto dei No.Di.
“E’ un passaggio significativo – conclude nobili Nobili – che va a confermare la bontà del lavoro portato avanti sul versante del contrasto alla discriminazione coinvolgendo il maggior numero possibile di soggetti. Il duplice obiettivo del progetto è stato quello di fornire una maggiore vicinanza della rete alle potenziali vittime di discriminazioni e dall’altro sensibilizzare chi opera con i migranti e il mondo legato all’informazione”.
A.Is.
IL GARANTE VISITA LE SEDI “PARS” DI CORRIDONIA E MONTEFORTINO
Pubblicato il 20 Febbraio 2018   Tag: Garante infanzia
IL GARANTE VISITA LE SEDI “PARS” DI CORRIDONIA E MONTEFORTINO
Avviato il percorso conoscitivo insieme alla direttrice dell’Ussm, Patrizia Giunto. Nobili: “Dalle visite iniziali e dai primi approfondimenti della situazione emerge un quadro complesso, meritevole di particolare attenzione, soprattutto sul versante dell’effettiva possibilità d’integrazione dei minori stranieri arrivati in Italia da soli”.
E’ iniziato con la visita alla sedi di Corridonia e Montefortino della “Pars” il percorso conoscitivo avviato dal Garante dei diritti, Andrea Nobili, insieme alla direttrice dell’Ussm (Ufficio di servizio sociale per i minorenni), Patrizia Giunto. L’obiettivo generale è quello di verificare la situazione sia sul versante dell’adolescenza a rischio, sia in relazione all’ospitalità prevista per i minori sottoposti a procedimento penale. Alla luce dei cambiamenti strutturali registrati nel corso degli ultimi anni con l’emergenza immigrazione, l’intento è anche quello di valutare le possibili risposte del “sistema” sociale alla questione della tutela dei minori stranieri arrivati in Italia non accompagnati.
Nel corso delle riunioni con i responsabili della “Pars” (cooperativa di prevenzione, assistenza e reinserimento sociale) e delle visite effettuate nelle due sedi, dove sono stati incontrati anche i ragazzi, sono emerse alcune criticità, riconducibili non tanto all’operatività delle strutture, quanto ad un sistema complessivo d’intervento che non riesce a fornire le migliori riposte alle esigenze del momento.
“In particolare – sottolinea Nobili – preoccupa il dato generale riguardante l’effettiva possibilità di realizzare, per i minori stranieri soli, percorsi di integrazione socio-lavorativa, tali da dare senso e razionalità all’accoglienza. Un’accoglienza che comporta un impegno davvero straordinario”.
Il Garante fa presente che la maggior parte dei ragazzi, quasi tutti di sesso maschile, arriva in Italia in prossimità del conseguimento della maggiore età e per tale motivo non sussiste il tempo necessario per l’attivazione di interventi mirati, che peraltro richiedono risorse di non facile reperibilità.
“Si aggiunga la circostanza – prosegue – che i ragazzi non conoscono la lingua, hanno una scolarizzazione relativa e vivono condizioni psicologiche impegnative. Tanti, conseguita la maggiore età, escono dal sistema di tutela senza avere le
necessarie competenze e le reali opportunità per rimanere legalmente nel nostro territorio. Di molti, usciti dalle strutture di accoglienza, non si hanno più notizie”.
Da evidenziare che l’Ussm si occupa di ragazzi fra i 14 ed i 18 anni, ma si fa anche carico dei cosiddetti “giovani adulti”, soggetti che hanno compiuto il reato da minorenni e che, secondo quanto previsto dalla più recente normativa, possono rimanere sotto la competenza dei servizi preposti fino a 25 anni.
Interessate dal percorso conoscitivo saranno alcune comunità presenti sul territorio regionale, ma anche realtà particolarmente disagiate, che già da tempo sono al centro dell’attenzione. Ulteriori incontri sono in calendario per le prossime settimane.
A.Is.
