AL DIFENSORE CIVICO ANCHE IL RUOLO DI “GARANTE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE”
Pubblicato il 2 Settembre 2020   
Comunicati
AL DIFENSORE CIVICO ANCHE IL RUOLO DI “GARANTE PER IL DIRITTO ALLA SALUTE”
L’emergenza epidemiologica degli ultimi mesi ha messo ancor più in luce alcune problematiche. Nella sua doppia veste di Garante delle Marche e Presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori civici, Andrea Nobili, fa presente che “l’intento primario è quello di affrontare, in modo compiuto, la questione della sicurezza relativamente alle cure erogate nell’ambito del servizio sanitario”
L’emergenza determinata dal Covid – 19 ha messo ancor più in evidenza l’esigenza dei cittadini di avere ulteriori punti di riferimento certi, soprattutto in un settore delicato e complesso come quello della sanità. Proprio in questo contesto assume valore specifico la proposta di fornire ai Difensori civici anche il ruolo di “Garanti per il diritto alla salute”, come stabilito dalla legge nazionale del 2017, meglio conosciuta come “Gelli – Bianco”, in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita e di responsabilità professionale.
Nella doppia veste di Garante delle Marche e Presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori civici, Andrea Nobili, fa presente che “la situazione emergenziale degli ultimi mesi ha fornito, anche nelle Marche, nuovi input all’obiettivo primario, che è quello di affrontare, in modo compiuto, la questione della sicurezza relativamente alle cure erogate nell’ambito del servizio sanitario. Ma è altrettanto importante pensare all’incentivazione della mediazione, al sostegno nei confronti di una nuova cultura per la prevenzione della lite, all’accrescimento della soluzione bonaria dei conflitti”.
Nelle scorse settimane l’Assemblea plenaria della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali ha approvato il documento elaborato da un gruppo di lavoro, alla luce di quanto emerso nel corso di una serie d’incontri d’approfondimento, a partire dal convegno ospitato a Roma nel 2019.
La possibilità di istituire il “Difensore civico – Garante per il diritto alla salute” è affidata alle Regioni, chiamate anche a disciplinare la struttura organizzativa, che contempla la rappresentanza delle associazioni dei pazienti ed il necessario supporto tecnico.
Sul versante delle funzioni da svolgere, la normativa prevede che alla figura in questione possa rivolgersi, in forma gratuita qualsiasi cittadino destinatario di prestazioni sanitarie erogate da soggetti pubblici o convenzionati. Una volta verificata la fondatezza delle segnalazioni sarà possibile intervenire in base agli strumenti stabiliti dalla stessa legislazione regionale.
“L’auspicio – sottolinea Nobili – è che anche la Regione Marche sappia cogliere questa opportunità. Non dimentichiamo che nel corso del tempo il Difensore civico ha consolidato ed implementato il proprio ruolo di interlocutore dei cittadini, fornendo un valido ausilio nei casi di iniquità, inefficienze e ritardi dell’azione pubblica”.
Adesso la parola passa alla Conferenza delle Regioni per la condivisione del documento.
A.Is.
LE MARCHE IN PRIMA LINEA PER UN’EUROPA CHE TUTELI I DIRITTI DEI MINORI
Pubblicato il 26 Agosto 2020   Tag: Macroregione
LE MARCHE IN PRIMA LINEA PER UN’EUROPA CHE TUTELI I DIRITTI DEI MINORI
Una nuova proposta di cooperazione elemento centrale dei due incontri sulla Macroregione adriatico – ionica promossi da Garante dei diritti, Regione Marche e Segretariato Iai (Iniziativa Adriatico Ionica). Una disamina della situazione e la richiesta di misure straordinarie, riferite agli stessi minori, anche alla luce degli effetti prodotti dall’emergenza Coronavirus
“La tutela dei diritti è fondamentale per la costruzione di un’Europa più coesa, sociale e solidale. Tanto più quando si parla di bambini e adolescenti in contesti emergenziali. E proprio dalle Marche abbiamo inteso lanciare una nuova proposta di cooperazione che metta in sinergia tutte le realtà che intervengono nell’area adriatico – ionica”. A parlare è il Garante dei diritti, Andrea Nobili, alla luce di quanto emerso nel corso dei due incontri, promossi insieme a Regione Marche e Segretariato Iai (Iniziativa Adriatico Ionica) in occasione dei venti anni dalla firma dell’“Accordo di Ancona”. Rappresentanti delle istituzioni e della società civile diretti protagonisti dei due incontri organizzati in videoconferenza, a cui ha partecipato anche il Vicepresidente del Parlamento europeo, Fabio Massimo Castaldo.
“Nella valutazione complessiva – sottolinea Nobili – è emerso chiaramente come l’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del Coronavirus abbia prodotto importanti mutamenti sociali e relazionali. Il rischio è quello di un oggettivo aumento delle disuguaglianze in tutta l’area di Balcani, che vada a ledere oltre al diritto alla salute, anche quello relativo alla tutela dei minori. È stato posto l’accento sulla situazione di quest’ultimi, soprattutto quelli in condizione di maggiore vulnerabilità, per i quali vanno attivate tutte le tutele possibili, mettendo in campo iniziative che assicurino l’assistenza necessaria. Inoltre, occorre che l’Europa elabori un piano straordinario riguardante l’attività scolastica”.
In definitiva due momenti di confronto quelli sulla realtà adriatico – ionica che permettono di gettare le basi per una collaborazione attiva su diversi fronti e per la creazione di una piattaforma di dialogo permanente su temi sociali nell’ambito della Macroregione.
“L’obiettivo – conclude Nobili – è quello di un monitoraggio costante della situazione, che permetta di interpretare le esigenze del presente e contemporaneamente individui le strade da percorrere per accogliere, nel migliore dei modi, nuovi ingressi nell’Unione europea, consentendo alla strategia macroregionale di essere strumento per l’allargamento ai Paesi di Balcani occidentali, avendo come presupposto la tutela dei diritti fondamentali”.
A.Is.
I DIRITTI NELLA MACROREGIONE A VENTI ANNI DALLA FIRMA DELLA “DICHIARAZIONE DI ANCONA”
Pubblicato il 20 Agosto 2020   Tag: Macroregione
I DIRITTI NELLA MACROREGIONE A VENTI ANNI DALLA FIRMA DELLA “DICHIARAZIONE DI ANCONA”
Iniziativa promossa da Garante dei diritti, Regione Marche, Iai. Due gli appuntamenti in programma, il 24 e 25 agosto come preludio al Festival Adriatico Mediterraneo. Altri incontri il 27 e 28 nell’ambito del ciclo “Diritti e Rovesci” sostenuto dall’Autorità regionale di garanzia
Un focus sui diritti nell’area della Macroregione adriatico – ionica. È quello che verrà proposto attraverso due diversi appuntamenti, in calendario per il 24 e 25 agosto, come preludio al Festival Adriatico Mediterraneo, che prenderà il via nel capoluogo regionale il 26. L’iniziativa nasce dalla collaborazione con il Garante dei diritti, Andrea Nobili, la Regione Marche e il Segretariato dello Iai (Iniziativa Adriatico Ionica) in occasione dei venti anni trascorsi dalla “Dichiarazione di Ancona” sulla cooperazione regionale, sottoscritta nel maggio del 2000 dai Ministri degli Affari Esteri di 6 Paesi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Slovenia), ai quali nel corso del tempo se ne sono aggiunti altri.
Il primo web-meeting, del 24 agosto, riguarderà il tema della “Condivisione di strumenti a tutela di bambini e adolescenti in contesti emergenziali nell’area Adriatico Ionica – Misure di contenimento e relativi effetti collaterali”. Parteciperanno i Garanti dell’infanzia dei Paesi della Macroregione (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Macedonia del Nord, Montenegro, San Marino, Serbia, Slovenia); il Segretario generale della Iniziativa Adriatico Ionica, Giovanni Castellaneta; Emmanuele Pavolini, direttore del Dipartimento di Scienze politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali dell’Università di Macerata e Ronald Car, docente presso lo stesso Ateneo. L’obiettivo è quello di dare concreto avvio ad una piattaforma di dialogo permanente fra i Garanti dei diritti della Macroregione, attraverso la condivisione e sottoscrizione di un documento sulla tutela e la promozione dei diritti dei bambini nell’area adriatico – ionica.
Per il 25 agosto, invece, è previsto un webinar sulla tutela dei diritti fondamentali nella prospettiva dell’allargamento dell’Unione Europea nell’area adriatico – ionica. In primo piano anche l’emergenza sanitaria determinata dal Coronavirus ed il ruolo degli Ombudsman. All’iniziativa, che sarà moderata dal giornalista Matteo Tacconi, prenderanno parte amministratori, rappresentanti di associazioni e diversi Ombudsman dei Paesi della Macroregione.
Per il Garante Andrea Nobili altri due importanti incontri, nell’ ambito del Festival Adriatico Mediterraneo, per il ciclo “Diritti e Rovesci”, ormai consolidato da diversi anni. Il 27 agosto alla Mole di Ancona colloquio condotto da Marco Ansaldo con la scrittrice Pinar Selek su “La Turchia: diritti e democrazia ai tempi del sultano”. Per il 28 è in programma, invece, il dibattito su “La strategia della Paura” con lo storico Angelo Ventrone, autore di un libro sull’argomento, e il Procuratore generale della Corte di Appello di Ancona, Sergio Sottani.
A.Is.
IL GARANTE A VILLA FASTIGGI “I PROBLEMI DELL’AREA SANITARIA SARANNO OGGETTO DI UN INTERVENTO CON I VERTICI ASUR”
Pubblicato il 14 Agosto 2020   Tag: Garante detenuti
IL GARANTE A VILLA FASTIGGI “I PROBLEMI DELL’AREA SANITARIA SARANNO OGGETTO DI UN INTERVENTO CON I VERTICI ASUR”
Visita all’istituto penitenziario pesarese anche nel periodo di ferragosto. Preoccupa la situazione dei detenuti con patologie di carattere psichiatrico o legate alla tossicodipendenza. Al centro dell’attenzione anche i problemi derivanti da sovraffollamento, carenze negli organici, necessità di manutenzione in diversi settori dell’edificio
Appuntamento a Villa Fastiggi di Pesaro per le visite in carcere del Garante regionale, Andrea Nobili, anche nel periodo di ferragosto. Conclusa la fase di monitoraggio per verificare la situazione complessiva dopo il periodo di lockdown, si è ritenuto opportuno, infatti, formulare un nuovo calendario di incontri, considerate le criticità presenti in alcuni istituti penitenziari e la possibilità del loro acuirsi durante il periodo estivo.
Presso la casa circondariale pesarese visita e numerosi colloqui con i detenuti, mentre in precedenza il Garante ha avuto un confronto costante con la direzione della struttura ed i responsabili della polizia penitenziaria. Al centro dell’attenzione i problemi derivanti da sovraffollamento, situazione sanitaria (con un numero significativo di soggetti con patologie di carattere psichiatrico o legate alla tossicodipendenza), carenze negli organici, necessità di manutenzione in diversi settori dell’edificio che ospita il carcere. Un quadro d’insieme che ha rischiato di aggravarsi durante il periodo dell’emergenza epidemiologica e più volte rappresentato dal Garante che, proprio per questo motivo, ha sempre mantenuto attiva l’intelocuzione con i vertici della struttura e dell’amministrazione penitenziaria.
“Siamo consapevoli che la situazione – sottolinea Nobili – deve essere doverosamente attenzionata sotto diversi punti di vista e che sono necessari interventi non più rinviabili, a partire dalla questione degli organici. Fino ad oggi si è riusciti a fronteggiare le criticità dell’esistente, ma questo stato di cose non puo’ protrarsi all’infinito. Nelle prossime settimane i problemi legati all’area sanitaria saranno oggetto di un intervento approfondito con i vertici Asur”.
Il Garante rinnova l’auspicio per una collaborazione attiva di tutte le componenti chiamate ad intervenire direttamente nella realtà degli istituti penitenziari marchigiani.
“Nelle scorse settimane – conclude – abbiamo salutato con soddisfazione l’arrivo di un nuovo Presidente per il Tribunale di sorveglianza di Ancona. Oggi rinnoviamo l’invito a chi di competenza per una presenza effettiva del Prap sul territorio regionale, che come sappiamo è invece chiamato a intervenire su Emilia Romagna e Marche con tutte le difficoltà del caso”.
A.Is.
RIPARTONO LE VISITE IN CARCERE DEL GARANTE
Pubblicato il 6 Agosto 2020   Tag: Garante detenuti
RIPARTONO LE VISITE IN CARCERE DEL GARANTE
Prima tappa a Fermo, dove una settimana fa è stato registrato il suicidio di un detenuto ventitreenne in misura cautelare. Al centro dell’attenzione la questione sanitaria e la necessità di interventi specifici per soggetti con problemi psichici e psichiatrici. Nei prossimi giorni sopralluoghi anche negli altri istituti penitenziari marchigiani
Ripartono le visite in carcere del Garante regionale dei diritti. Terminata la prima fase di monitoraggio dopo il lockdown, infatti, Andrea Nobili aveva evidenziato la necessità di continuare a controllare la situazione visto anche il periodo estivo che negli scorsi anni ha fatto emergere diverse problematiche negli istituti penitenziari, soprattutto per quanto riguarda la vivibilità dei luoghi. Prima tappa di questa nuova ricognizione la Casa di reclusione di Fermo, dove una settimana fa è stato registrato il suicidio di un detenuto ventitreenne in misura cautelare. Al centro dell’attenzione, ancora una volta, la questione sanitaria, rappresentata in tutta la sua complessità carceraria.
Al di là dell’emergenza epidemiologica, in tutti gli istituti permangono alcune criticità sul fronte delle tossicodipendenze e preoccupano le patologie di tipo psichiatrico, così come già segnalato nel “Report carceri 2019”, presentato dal Garante nel gennaio scorso e frutto di oltre 50 visite e 400 colloqui con i detenuti. “Quella sanitaria è una situazione complessa – ribadisce Nobili – aggravata dalla crisi economica e c’è la necessità di rimodulare l’approccio, con interventi che devono necessariamente essere di tipo differenziato. Come ho già avuto modo di dire, per i soggetti con problemi psichici e psichiatrici non si può pensare alla semplice restrizione nell’istituto penitenziario”.
Secondo il Garante “attraverso il confronto e la collaborazione fra tutte le istituzioni competenti vanno individuati nuovi percorsi che abbiano la capacità da una parte di alleviare le responsabilità di chi lavora in carcere e dall’altra di salvaguardare l’incolumità dei detenuti affetti da patologie specifiche”.
Le visite proseguiranno nei prossimi giorni negli altri istituti penitenziari marchigiani.
A.Is.
DETENUTO SUICIDA A FERMO IL GARANTE: “PER ALCUNI SOGGETTI IL CARCERE NON E’ LA RISPOSTA PIU’ ADEGUATA”
Pubblicato il 30 Luglio 2020   Tag: Garante detenuti
DETENUTO SUICIDA A FERMO IL GARANTE: “PER ALCUNI SOGGETTI IL CARCERE NON E’ LA RISPOSTA PIU’ ADEGUATA”
Si tratta di un ventiduenne in misura cautelare. Nobili evidenzia i problemi determinati dalle patologie psicologiche e psichiatriche e chiede il riavvio delle attività trattamentali, individuate anche come forma di sostegno alla permanenza in carcere
“Un problema serio a cui vanno date risposte diverse rispetto al passato. Per i soggetti con problemi psichici e psichiatrici il carcere non basta, devono essere individuate forme d’intervento che vadano oltre la semplice restrizione nell’istituto penitenziario”. Così il Garante dei diritti, Andrea Nobili, alla notizia di un nuovo suicidio presso la Casa di reclusione di Fermo, vittima un ventiduenne in misura cautelare.
Proprio sulla questione della situazione sanitaria, nei giorni scorsi il Garante ha attivato un confronto diretto con i responsabili dell’Osservatorio regionale della sanità penitenziaria per affrontare sia le questioni legate all’emergenza Coronavirus, ma anche a tutte le altre patologie che interessano i detenuti.
“Nel contesto generale – sottolinea Nobili – credo che il riavvio formale delle attività trattamentali possa fornire un contributo non indifferente per rendere più sostenibile la permanenza in carcere, anche su un versante più specificatamente psicologico”. Nelle prossime ore il Garante si recherà a Fermo per un esame più attento di quanto accaduto.
Infine, Nobili esprime soddisfazione per la nomina di Raffaele Agostini a Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Ancona, a cui entro breve chiederà un incontro.
A.Is.